Verso la leadership del coraggio
Al giorno d’oggi gli argomenti sui tavoli del top management delle aziende e dei loro team di leadership sono molto diversi da quelli di pochi mesi fa.
Le questioni di politica interna, la pianificazione a lungo termine e la ricerca di talenti sono preoccupazioni che hanno lasciato il posto alla gestione dei flussi di cassa, dei team da remoto e alla ricerca di una strategia per un futuro incerto. Ed è proprio l’incertezza stessa a rappresentare il terreno dove chi possiede un ruolo di responsabilità si rende conto che le proprie capacità di leadership vengono messe a dura prova.
Tra tutte le sfide quella maggiormente significativa per i leader di oggi è rappresentata dal prendere decisioni in contesti complessi e a rapida trasformazione. Al fine di comprendere come la bontà delle decisioni possa venir influenzata in modo poco positivo in questi momenti, due sono i principali aspetti da approfondire:
– Il ruolo della paura;
– Il bias dello status quo.
Il ruolo della paura
Il cambiamento, soprattutto durante le crisi, sconvolge le aspettative delle persone sul futuro, riducendo il loro senso di controllo e la loro capacità di elaborare le informazioni in modo chiaro. È quando, sottoposta ad ansia e stress, la parte del cervello che si occupa delle emozioni, l’amigdala, può prendere il controllo del sistema cognitivo che analizza e interpreta il comportamento. La paura inonda il sistema nervoso di sostanze chimiche come il cortisolo, l’adrenalina e la noraderenalina, che possono inibire le funzioni creative e innovative del cervello, ergo la capacità di prendere decisioni consapevoli.
Il bias dello status quo
Il pregiudizio dello status quo ci dice molto sui nostri istinti, in parte predeterminati: esso rappresenta il desiderio innato di mantenere le cose inalterate ed è ciò che ci pone nei confronti del cambiamento con aria sempre sospetta.
Alcuni studi[1] hanno dimostrato, ad esempio, come ci sia maggior rimpianto per aver intrapreso un’azione che porta ad un risultato negativo, che non per l’inazione che porta a un cattivo risultato. È stato inoltre dimostrato[2] come l’angoscia mentale per la perdita di 100 dollari è percepita in modo maggiore rispetto alla gioia ricevuta dall’aver trovato 100 dollari.
Coraggio…
Gli ostacoli che ognuno di noi trova nell’affrontare e vivere con serenità qualsiasi situazione di cambiamento sono molteplici, per questo l’allenamento di alcune capacità decisionali specifiche assume oggi un ruolo chiave; e una su tutte spicca: il coraggio.
Una consapevole reattività d’azione rispetto ai cambiamenti, al contrario della mera rapidità, è spesso caratterizzata da piccole azioni correttive piuttosto che da grandi sconvolgimenti, questo al fine di mitigare i rischi di fallimento e mantenere sempre un occhio attento all’evolversi del processo in essere. Per questo il modo migliore per pensare al coraggio è quello di trattarlo come un muscolo e, proprio perché tale, può esser allenato con piccole abitudini quotidiane.
Al fine di prepararsi alla gestione di decisioni complesse, proponiamo di seguito 3 suggerimenti pratici per stimolare una sana abitudine al coraggio:
– Osservare la paura: la paura di agire è spesso causata dalla poca fiducia in sé stessi e questa mancanza di fiducia si manifesta in molti modi: la procrastinazione, la tendenza al perfezionismo, la sindrome dell’impostore e così via. Mettersi in discussione e verbalizzare le proprie vulnerabilità può avere un effetto molto positivo. Identificando ciò di cui abbiamo veramente paura iniziamo a ridurne la dimensione e l’impatto, accrescendo di conseguenza il nostro coraggio di agire;
– Esercitarci ad uscire dalla nostra zona di comfort: praticare consapevolmente e costantemente piccoli atti di coraggio quotidiani può avere un effetto cumulativo. Ad esempio, allenarsi ad esprimere in modo rispettoso il proprio dissenso nei confronti di un punto di vista e sfidare sé stessi a prendere una posizione per cose apparentemente di poco conto può rafforzare i circuiti neurali che ci torneranno utili nel momento di prendere decisioni maggiormente complesse e articolate;
– Riconoscete che non siete soli: esser circondati da persone con le quali possiamo liberamente esprimere le nostre preoccupazioni e viceversa, può essere una risorsa preziosa quando ci si trova di fronte a sfide che richiedono profondo coraggio. Anche per questo motivo l’investimento nella cultura interna aziendale rappresenta un asset strategico: attraverso la cura delle comunicazioni e la creazione di un clima di sostegno reciproco, tale sostegno arriverà inevitabilmente anche ai vertici nei momenti di difficoltà.
Esser coraggiosi non significa solo agire consapevolmente in reazione ad una paura o ad alcune convinzioni, significa anche decidere di creare un impatto migliorativo rispetto alla situazione attuale. Per questo ai leader di oggi, nelle loro scelte presenti, sono richieste diverse forme di coraggio:
Il coraggio dei valori
Sia i collaboratori sia i consumatori di domani tenderanno a rivolgersi maggiormente a quelle aziende che hanno tra i loro driver quello di contribuire ad un cambiamento positivo nel mondo. Mantener fede ai propri valori durante i momenti di cambiamento significa esprimere coerenza, e la coerenza genera fiducia. Questo crea nodi di memoria positivi e concorre a valorizzare le nostre azioni come orientate a beneficio di tutti e non solo alla mera sopravvivenza aziendale.
Il coraggio del talento
L’esperienza è e sarà sempre preziosa e in un mondo denso di cambiamenti saranno necessarie competenze cognitive ed emotive specifiche al fine di supportare e guidare al meglio i momenti di transizione. Formazione e recruiting in questo faranno una grande differenza e saper attrarre, selezionare e far crescere i propri collaboratori in un ambiente che stimoli lo sviluppo dei loro talenti, significa assicurare alla propria organizzazione l’accesso ad un potenziale enorme. Il coraggio d’investire sulle persone, oltre che a esprimere in modo chiaro la tipologia di azienda che desideriamo essere, porta a numerosi benefici quantitativi e qualitativi in termini di aumento della produttività, del tasso retaining e dell’engagement.
Il coraggio della differenza
All’interno delle organizzazioni, eterogeneità come il sesso, le culture di provenienza, il background educativo, l’esperienza professionale e le esperienze internazionali saranno ancor più importanti da valorizzare. Ridefinire con coraggio il concetto di diversity donerà alla nostra azienda un vantaggio competitivo intangibile che si tradurrà, ove coerentemente stimolato, in processi innovativi e visionari.
Queste sfumature di coraggio sono accessibili da parte di quei leader che decidono con consapevolezza di accettare la sfida maggiore in assoluto, ovvero vivere il proprio ruolo di guida in modo cosciente, come qualcosa di più grande di sé, dove la parte tossica dell’ego si dissolve al servizio della squadra e dove ci si eclissa temporaneamente dietro le quinte per vedere le luci altrui brillare.
E questo, a beneficio di tutti.
Bibliografia:
Encyclopedia of Social Psychology – edited by Roy F. Baumeister, Kathleen D. Vohs
Advances in prospect theory: Cumu-lative representation of uncertainty – Amos Tversky & Daniel Kahnemanche